Calvizie: 19 milioni di italiani soffrirebbero di Alopecia Androgenetica

Il dato incredibile di questi 19 milioni di Italiani che soffrirebbero di alopecia androgenetica è che molti di questi si rivolgono agli specialisti troppo tardi!. Quindi mentre una minoranza venera i propri capelli ed è informata di tutto purtroppo la maggioranza li trascura in modo apparentemente inspiegabile, pensando anche agli effetti anche inestetici dell'alopecia:

"Milano, 2 dic. (Adnkronos Salute) - Chiome folte e fluenti sono solo un ricordo per i circa 19 milioni di italiani afflitti da alopecia androgenetica. Undici milioni di uomini e 6-8 milioni di donne che, in genere, iniziano a notare i primi segni del problema intorno ai 20 anni.

Si tratta della piu cmune forma di calvizie, legata a gli ormoni maschili, che agiscono sul follicolo pilifero: i capelli in alcune zone diventano sempre piu' chiari e sottili, fino alla caduta'', spiega all'ADNKRONOS SALUTE Massimiliano Pazzaglia, dermatologo dell'Universita' di Bologna, a margine di un incontro a Milano dedicato ai rimedi contro questa patologia. Un tipo di calvizie regalo' dei genitori, aggiunge Pazzaglia. 'Questo perche' se il papa' soffre di questa forma di alopecia, per i figli c'e' il 50% di possibilita' di ereditarla.Un rischio che aumenta ancora se a soffrirne e' la mamma''. E se in alcuni casi l'addio ai capelli puo' provocare anche pesanti ripercussioni psicologiche'', come spiega Fabio Rinaldi, dermatologo di Milano, a chiedere aiuto al medico sono piu' spesso le donne. 'L'uomo appare piu' rassegnato - precisa Pazzaglia - mentre a rivolgersi ai nostri ambulatori sono in maggioranza le donne, giovani e non. Un dato ineluttabile, che sembra contrastare con il fatto che le pazienti, anche per anni,tendono a sottovalutare il problema''. Come e' emerso da uno studio condotto proprio a Bologna e in via di pubblicazione. 'Abbiamo intervistato 300 donne tra i 20 e i 30 anni, sottoponendole anche a valutazioni del cuoio capelluto. In un questionario abbiamo chiesto loro se ritenevano di avere un problema di calvizie - prosegue Pazzaglia - e, sorprendentemente, abbiamo visto che la percezione era ben diversa dalla realta'. Insomma, le donne tendono a sottovalutare la 'crisi' delle chiome. Ma una volta che hanno preso atto del problema,'sono quelle che piu' spesso non si rassegnano - dice il dermatologo di Bologna - e sono anche piu' solerti nel seguire le cure''. Perche' la calvizie non e' una condanna a vita, assicurano gli specialisti. 'Due farmaci hanno dimostrato la loro efficacia nel trattamento dell'alopecia androgenetica e sono stati autorizzati dal ministero della Salute: finasteride e minoxidil. Ma anche le tecniche di autotrapianto consentono di ottenere un effettivo miglioramento - spiega Rinaldi - se eseguite quando il quadro clinico e' stabile. Altrimenti occorre abbinare l'intervento a una cura, per evitare il diradamento nelle aree vicine al trapianto''. L'autotrapianto consiste nel prelievo di follicoli piliferi dalla zona della nuca, per trapiantarli nelle parti affette da calvizie. Questi follicoli, infatti, non sono sensibili agli effetti negativi degli ormoni androgeni e continuano a produrre capelli spessi e lunghi anche in vecchiaia. 'La tecnica piu' diffusa prevede il trapianto di piccolissime isole composte dal bulbo pilifero. I primi capelli iniziano a spuntare dopo un mese, ma per vedere i risultati occorre aspettare un anno''. C'e' poi la possibilita' di ricorrere alla riduzione dello scalpo, 'quando - conclude Rinaldi - non ci sono abbastanza capelli per effettuare un microautotrapianto". (Mal/Adnkronos Salute)

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